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Quando possibile, proverò a fissare istantanee di pensieri ...

Sulla Guerra

Quello che dico io contro la guerra è che, maledizione, si può discutere che nel mondo esistano cose giuste e sbagliate. Non è vero che tutto è un opinione. Secondo me ci sono cose che devono essere riconosciute oggettivamente giuste, almeno  considerando il postulato di fondo che il fine sia la conservazione della specie umana, e il suo progresso nei secoli a venire. Ci sono due modi con cui una specie in natura, può tentare di progredire. Uno è la competizione violenta tra diverse unità della specie stessa; l’altro è quello in cui tentano di avanzare nel rispetto reciproco. E’ un fatto provato da millenni di storia che la specie umana ha nel suo DNA, purtroppo, il primo. Si noti che non mi interessa entrare nel merito della moralità del singolo individuo. Valuto la specie nel suo complesso. Nonostante il progresso, nonostante la tecnologia, l’evoluzione è stata un susseguirsi di conflitti. Questo perché le decisioni importanti sono sempre state lasciate nelle mani di pochi. A chi sostiene che da un punto di vista storico la democrazia  sia  meglio di una monarchia assoluta o una dittatura, ricordo che l’unico ad avere autorizzato l’uso di armi nucleari su civili è stato un  Presidente della più antica democrazia del pianeta.

Diverse fazioni pensano ognuna di essere in possesso del miglior modello di sviluppo, e pertanto  pretendono di imporlo agli altri. Nel perseguire questa azione diversi popoli arrivano a rinunciare a considerare la vita un valore. L’uomo, cioè questa è la triste notizia, pensa alla sopravvivenza di sé stesso, e neanche nella sua globalità ogni popolo per sé, a riflettere una divisione che in realtà è dentro ognuno di noi.

Ma torniamo a parlare del  secondo modo di affrontare la questione evolutiva, intesa come permanenza temporale della specie in questo universo. Come detto, nella storia è stato usato poche volte. I risultati sono sempre stati buoni, ma temporanei, nel senso che sono spesso stati dovuti a figure geniali ed isolate,  quasi sempre seguite da altre incapaci di proseguire nella strada tracciata. Tale atteggiamento è quello di è CONSAPEVOLE di essere una specie. Cioè  di progredire  osservando la realtà e la limitatezza del mondo che ci circonda, senza tentare di competere a tutti costi, nel rispetto del pianeta. Ci sono modelli di sviluppo cosiddetti sostenibili, che pur essendo meno remunerativi nel breve termine di quelli attuali del mondo occidentale, consentirebbero anche alle industrializzate di sopravvivere e crescere. Ma meno velocemente di quanto stiamo facendo ora.

E’ qui , secondo me,  che è radicata la stupidità , o meglio,  l’inadeguatezza , l’arretramento, il punto debole della razza umana.

Nuovi venti di guerra spirano nel Corno D'Africa

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/12_Dicembre/25/somalia.shtml


E il numero di americani caduti in Iraq ha superato quello degli attentati del 11 set 01.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/12_Dicembre/26/iraq.shtml

L'ultimo albero

"Quando l'ultimo albero
  Sarà stato abbattuto,
  L'ultimo fiume avvelenato,
  L'ultimo pesce pescato,
  L'ultimo animale libero ucciso,
  Vi accorgerete
  Che non si può mangiare il denaro"
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